lunedì, 05 maggio 2008
ACCADEMIA GALILEIANA DI SCIENZE LETTERE ED ARTI

Sabato 17 maggio 2008
ore 9.30

Sala Guariento – Reggia dei Carraresi
via Accademia 7
Padova

tavola rotonda:
QUALE DESTINO PER IL FORO BOARIO


Il riuso del Foro Boario di corso Australia
e l’opera dell’architetto Giuseppe Davanzo

parteciperanno:
Oddone Longo
Maria Antico                                 
Martina Davanzo            
Camillo Bianchi                            
Renzo Fontana
 Piero Brombin                              
Guglielmo Monti
Giuseppe Contin                           
Paolo Pavan
Vittorio Dal Piaz                           
Enzo Siviero                                              
Luigi Mariani
 
a seguire, interventi del  pubblico

Ingresso libero

per informazioni:
ACCADEMIA GALILEIANA
DI SCIENZE LETTERE ED ARTI
tel. 049.655.249
galileiana@libero.it
www.accademia.dei.unipd.it

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categoria:incontri, convegni, padova, architetti veneti
mercoledì, 30 aprile 2008
sabato 10 maggio
ore 17:00

Pescheria Nuova
Corso del Popolo, 140
Rovigo

si inaugura la mostra:

C&P Luca Cuzzolin + Elena Pedrina
RESIDENZE E LUOGHI DEL LAVORO

orario apertura:

lun-ven 17:00 - 20:00
sab-dom 10:30 - 12:30 / 17:00 -20:00

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categoria:architetti veneti, mostre - esposizioni - expo
venerdì, 28 marzo 2008
Presentazioni del volume

RELAZIONE E DISTANZA di Pier Antonio Val
Il Poligrafo, collana Territori dell'architettura

Le presentazioni si terranno:

mercoledì 2 aprile
ore 15.30
Aula magna dello Iuav
Venezia (S. Marta, Dorsoduro 2196)

con la partecipazione di:
Carlo Magnani,
Renato Bocchi
Benno Albrecht


domenica 13 aprile
ore 18.00
Libreria Quartiere Latino
Conegliano (TV)

con la partecipazione di:
Carlo Magnani
Marco Mulazzani
postato da: JulianAdda alle ore marzo 28, 2008 22:51 | Permalink | commenti
categoria:libri, architetti veneti, il poligrafo
giovedì, 27 marzo 2008

La Casa Collettiva Italiana
opere realizzate 1995 - 2007

II RASSEGNA NAZIONALE DI ARCHITETTURA

PALAZZO PRETORIO, CITTADELLA (PD)
29 Marzo - 11 Maggio 2008

Architettando, negli ultimi anni ha concentrato le proprie attività (conferenze, esposizioni, pubblicazioni e testi divulgativi) sul complesso tema dell'abitare, cercando di suscitare una reazione positiva rispetto al desolante panorama architettonico attuale, con l'intento di tenere vivo il dibattito su una questione che coinvolge tutta la società.

L'urgenza di alloggi, la ristrettezza delle risorse dei fruitori, ma ancor più la speculazione edilizia di committenti, imprese e degli stessi progettisti, hanno lentamente posto in secondo piano l'aspetto della qualità delle costruzioni, spacciandola per mode e stilemi ridicoli se paragonati alle effettive possibilità esistenti e ai vantaggi per tutti, e che, in molti casi ha portato a togliere credibilità al lavoro dell'architetto.

Se da una parte il tema dell'edificio abitativo è argomento di costante approfondimento ed indagine nelle Università di Architettura, nelle riviste di settore più conosciute, viene trattato in numerose conferenze, dibattiti e manifestazioni tra le più varie, dall'altra riesce difficile pensare che questo interesse, e la mole di pensiero e lavoro prodotto nel merito, stiano portando a risultati soddisfacenti, ovvero stiano producendo delle architetture di qualità.

Architetti interpretano la casa d'abitazione italiana, opere realizzate è il titolo della rassegna svoltasi 2 anni fa, che ha selezionato in tutta Italia, alcuni tra i migliori esempi recenti di abitazioni unifamiliari, testimoniando l'esistenza di realtà positive, progetti e realizzazioni interessanti nonché la presenza di giovani bravi architetti del contesto nazionale. L'ottimo successo della mostra e del catalogo sono stati lo stimolo per continuare ad approfondire questo argomento con "LA CASA COLLETTIVA ITALIANA, opere realizzate 1995-2007", affrontando inevitabilmente altri temi che esulano dagli aspetti prettamente architettonici.

L'intento è di approfondire ulteriormente il tema dell'abitare, nella sua completezza, uscendo dalle "ristrettezze" volute nella nostra regione per chiudere il cerchio sull'indagine iniziata nella precedente rassegna, stabilendo partnership con università, istituzioni, associazioni, ordini professionali di tutta Italia e con importanti esponenti del panorama culturale italiano.

Architettando in questa occasione si confronta su quali siano gli edifici collettivi di qualità, che non solo corrispondono ad un programma compositivo ben portato a termine o ad interessanti soluzioni spaziali e tecnologiche, ma rispondono a ben altre questioni, che sottintendano anche uno studio urbano e sociale, in rapporto al contesto in cui si inseriscono e alla distribuzione ed organizzazione interna.

Gli elementi in discussione vanno ben al di là della casa collettiva come oggetto fine a se stesso, ma abbracciano una serie di argomenti che necessitano di approfondimenti multidisciplinari, che valutino argomenti come l'urbanistica, la questione sociale, le politiche strategiche, il mercato immobiliare, le valutazioni d'impatto sul territorio naturale ed antropico, la riqualificazione urbanistica, concetti di sostenibilità ambientale, il confort tecnologico ecc.

Cosa si intende per casa collettiva oggi?

Si intende solo un'aggregazione di unità abitative in un unico edificio o si intende la possibilità di condividere alcuni spazi, di individuare alcune funzioni dell'abitare che possano essere vissute collettivamente?

La committenza è disposta ad affrontare il tema della collettività?

Le esigenze di mercato portano oggi a creare unità che seppur aggregate, siano il più possibile separate, privilegiando la voglia di indipendenza e isolamento spesso a scapito della qualità architettonica.
All'interno di spazi comuni si ergono tra gli abitanti stessi una sorta di auto recinti e suddivisioni nette: forse si è troppo legati alla concezione del lotto chiuso e non si favoriscono le relazioni tra gli abitanti.
Questo è stato chiaramente evidente in gran parte dei progetti ricevuti, che ben rappresentano uno spaccato dell'architettura attuale in Italia.
Pochi gli esempi in cui si possano individuare delle aperture alla collettività, magari senza individuare degli spazi collettivi veri e propri ma senza la paura di confrontarsi con chi ci sta di fronte o a fianco, un tipo di architettura che forse è più comune nel sud Italia.

Pensando a tutto questo nasce spontanea la volontà alla ricerca sull'abitare collettivo, quasi un'emergenza.
Un ragionamento che parte dalla mancanza di spazio e affronta la mancanza della qualità degli spazi. Occorre riflettere sul rapporto tra spazio domestico e spazio pubblico, offrendo la qualità della ricerca proprio in quegli spazi di transizione che vanno dalla zona condominiale e semiprivata di ballatoi e atri a quello di quartiere.
Se all'amministrazione e ai costruttori è richiesto di “dare case”, al progetto è richiesto di più, di riflettere su “la casa”.

La giuria di selezione composta dagli architetti Eleonora Mantese, docente di progettazione architettonica presso lo IUAV di Venezia, Marco Mulazzani, docente di Storia dell'architettura, Marco Brizzi, direttore della rivista digitale Arch'it, Flavio Albanese, direttore di Domus e dall'Associazione Architettando, ha visionato i 128 progetti ricevuti da tutta Italia, realizzati negli ultimi 10 anni.

Una bella giornata, viva e proficua, che ha portato a selezionare 17 progetti che, crediamo, possano rappresentare un interessante spaccato della produzione architettonica italiana recente.

Le opere selezionate verranno esposte a Cittadella dal 29 Marzo all'11 Maggio 2008, nelle suggestive sale di palazzo Pretorio. La mostra verrà accompagnata da conferenze che appronfondiscano i vari aspetti dell'abitare in relazione alla “casa collettiva”, ponendosi in continuità con la ricerca già sviluppata in parte nell'iniziativa precedente “la casa d'abitazione italiana, opere realizzate” .

Gli esiti della ricerca saranno raccolti in un catalogo che conterrà, oltre a testi critici, le immagini di tutte le opere selezionate ed esposte in mostra.

ufficio stampa Associazione Culturale Architettando
Alessandra Salvalajo
Martina Tombolato
press@architettando.org
fax +39 049.9316743

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categoria:mostre - esposizioni - expo, architettando
martedì, 18 marzo 2008
Per quei pochi affezionati che leggono, ho deciso di postare i qb prodotti tra il 2002 ed il 2004.
Saranno postati uno alla volta, quando l'estro ed il tempo permetteranno. Si trovano qui
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categoria:qb
sabato, 08 marzo 2008
IL FUTURO DEI GIOVANI. I GIOVANI DEL FUTURO
ciclo di conferenze sul mondo giovanile


Centro Congressi dell'AssoArtigiani
Vicenza
via E. Fermi, 134


ore 18.30
ingresso libero


Il gruppo giovani imprenditori promuove un ciclo di incontri organizzato in collaborazione con l'Ufficio Scuola dell'Associazione Artigiani dedicato al mondo dei giovani.
L'iniziativa è stata pensata per offrire un'opportunità di riflessione su alcune tematiche riguardanti il mondo, la cultura, i modelli di riferimento e l'educazione dei giovani d'oggi, attraverso una serie di incontri tenuti da testimoni esperti del settore giovanile. 
Crediamo che il futuro dei giovani lo si costruisca assieme e in un contesto sociale molto complicato come quello in cui viviamo, nessuno si può esimere dal discuterne, tanto meno noi imprenditori che nel quotidiano abbiamo un ruolo sociale molto importante.
L'Associazione Artigiani (ideatrice fra l'altro della scuola per genitori) da sempre si preoccupa di approfondire e comprendere i temi legati alla famiglia e al rapporto con le nuove generazioni, perché essa rappresenta il terreno sul quale poi si sviluppano e si consolidano i valori fondanti delle stesse imprese artigiane.  

Gli incontri sono liberi e aperti a tutti.
Si terranno al Centro Congressi dell'AssoArtigiani in via E. Fermi, 134 a Vicenza con inizio alle ore 18.30. 
scarica il depliant

Mercoledì 12 marzo
Nicoletta Martelletto (giornalista de "Il Giornale di Vicenza") intervista
UMBERTO GALIMBERTI: I GIOVANI E I VALORI
"L'ospite inquietante. I giovani e il nichilismo"

Martedì 18 marzo
GLAUCO MAGGI : I GIOVANI E I SOLDI
"Come insegnare ai giovani a risparmiare"

Lunedì 21 aprile 
TITO BOERI : I GIOVANI E LA SOCIETA'
"Contro i giovani"

Martedì 29 aprile
OSVALDO POLI : I GIOVANI E LA FAMIGLIA
"Come cambiano i rapporti tra genitori e figli"

Giovedì 8 maggio
PAOLO CREPET : I GIOVANI E LA CITTA'
"Lo spazio dei giovani"

Sabato 24 maggio
DON ANTONIO MAZZI : I GIOVANI E IL SACRO
"Il sacro: territorio anche per i giovani?"

Giovedì 29 maggio
TONI BRUNELLO e FERDINANDO AZZARITI : I GIOVANI E L'IMPRESA
"Opportunità e rischi per avviare o continuare un'impresa"

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categoria:incontri, vicenza
mercoledì, 05 marzo 2008
convegno e mostra d'architettura:


università iuav di venezia
facoltà di architettura
dipartimento di progettazione architettonica
 
 
MOSTRA D’ARCHITETTURA
"COSTRUIRE SUL COSTRUITO"

a cura di susanne waiz in collaborazione con la galleria lungomare di bolzano
 
mercoledì 12 marzo 2008 . ore 13.30
sala espositiva "gino valle" ex cotonificio veneziano
12.03.08 _ 11.04.08
 
L’università IUAV di Venezia dal 12 marzo all’11 aprile 2008, presenta presso la sala “Gino Valle” dell’ex cotonificio veneziano di Santa Marta in Venezia, la mostra “costruire sul costruito” curata da Susanne Waiz in collaborazione con Galleria Lungomare di Bolzano.
La mostra è già stata esposta in diverse sedi tra Austria ed Italia. Inaugurata a ottobre 2006, nell’archivio Baugeschichte dell’Adambräu a Innsbruck (A), a marzo 2007 è stata ospitata a Dornbirn (A) presso il Vai Vorarlberger Architektur Institut; nell’ottobre 2007 è stata allestita a Bergamo presso porta S. Agostino nell’ambito della manifestazione <<Bergamo architettura 2007>>.
Le due sezioni della mostra riproposte a Venezia, inquadrano nei contesti “paese” e “città” una selezione di nove opere, realizzate in Alto Adige dal 1998 al 2004, con cui si rilevano alcune modalità specifiche dell’architettura contemporanea nel rapportarsi alle esigenze di tutela del preesistente. La progettazione che modifica costruzioni di pregio è qui sintetizzata ed esposta attraverso pannelli grafici e immagini di qualificati fotografi, supportati da narrazioni della storia degli edifici e l’esito della loro nuova configurazione. 
 
opere esposte sezione "paese":
MUSEO DELLE MINIERE NEL GRANAIO (cadipietra – valle aurina) di angonese & scherer / susanne waiz - 1998/2000
LOCANDA LA CORONA (lasa – val venosta) di walter dietl & jörg hofer - 1997/1998
ATELIER JÖRG  HOFER (lasa – val venosta) di werner tscholl & jörg hofer - 2001
CIMITERO DI  LUTTAGO (luttago – valle aurina) di mutschlechner & mahlknecht - 2002/2004
RIMESSA FERROVIARIA DI MALLES (malles – val venosta) di walter dietl - 2004/2005
 
opere esposte sezione "città":
ACCADEMIA EUROPEA DI BOLZANO (bolzano) di klaus kada - 1998/2002
CASA WIESTHALER (bressanone) di marlies gasser vontavon -2002/2004
CASA AICHNER (chiusa) di christof mayr fingerle - 2002/2004
CANTINA  NÖCKLER (brunico) di gerd bergmeister - 2004
 
 
CONVEGNO
"ARCHITETTURA… FARSI E RIFARSI"
a cura di margherita vanore e susanne waiz
 
mercoledì 12 marzo 2008 . ore 11.00
aula gradoni ex cotonificio veneziano
 
Da sempre gli architetti si confrontano con l’antico e con quanto è stato pensato e realizzato in tempi diversi. Da sempre l’architettura è tanto più interessante e di pregio quanto più si dimostra capace di esser ripensata nella continuità e discontinuità del suo farsi.
A partire da interventi che a diverse scale mettono in atto una reciprocità e integrazione tra il nuovo e l’esistente, il convegno “Architettura… farsi e rifarsi” propone un confronto tra architetti, docenti universitari e rappresentati dei principali enti preposti alla tutela dei beni architettonici sui temi della progettazione e trasformazione di edifici di interesse storico.
Le relazioni e le architetture presentate daranno rilievo tanto alle problematiche progettuali quanto ai fattori qualificanti generati da un ripensare l’architettura nel suo rapporto con quanto la precede e la produce.
A molti è oggi richiesto di saper riconoscere l’architettura, tanto per costruirla che per tutelarla, agli architetti spetta ancora saperla fare e rifare ricercando sempre quell’unità straordinaria, capace di ricomporre gli strati della costruzione attraverso il tempo.
 
programma del convegno
 
11.00
giancarlo carnevale - preside della facoltà di architettura
renato bocchi - direttore del dipartimento di progettazione architettonica
_saluti e apertura dei lavori
 
margherita vanore - università iuav di venezia
_saper fare e rifare
 
susanne waiz - architetto e curatrice della mostra
_costruire sul costruito. interventi sugli edifici storici in alto adige
 
kurt egger - architetto “studio em2”
_3 progetti in alto adige
 
adriano cornoldi - università iuav di venezia
_le forme della conservazione
 
13.30
INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “COSTRUIRE SUL COSTRUITO”
carlo magnani - rettore dell’università iuav di venezia
 
15.00
mauro galantino - università iuav di venezia
_microcostruzione
 
pierantonio val - università iuav di venezia
_modificare il passato prossimo
 
helmut stampfer - soprintendente della provincia autonoma di bolzano – alto adige
_beni architettonici in alto adige tra conservazione e innovazione
 
giuseppe rallo - soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio del veneto orientale
_tutela, progetto e paesaggio
 
tavola rotonda/dibattito
modera claudio aldegheri - coordinatore cd’a dell’oappc di venezia
 

___________________________________________________________________
 
cura interna e coordinamento mostra edizione veneziana
margherita vanore
 
allestimento
studio lupo & burtscher
format-c gruppo di ricerca
 
comitato promotore
filippo forzato - presidente format-c
claudio aldegheri - coordinatore cd’a di venezia
floriano baldan - cd’a di venezia
susanne waiz - studio waiz
daniele lupo - galleria lungomare
 
organizzazione 
format-c gruppo di ricerca
 
con la collaborazione di
cd’a - casa dell'architettura dell'ordine appc di venezia e galleria lungomare
 
con il contributo di martini illuminazione s.p.a.
___________________________________________________________________
 
informazioni
www.ricerca-format-c.it
info@ricerca-format-c.it
 
ufficio stampa
dott. arch. alessandra salvalajo
m(+39) 333.2557510
press@ricerca-format-c.it
 
università iuav di venezia
www.iuav.it
comesta _servizio comunicazione e stampa
comesta@iuav.it
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categoria:convegni, mostre - esposizioni - expo
mercoledì, 05 marzo 2008
100 ANNI DI SOPRINTENDENZA
storia e rapporti col territorio

 
 
Centro congressi Alexander Girardi Hall
Via marangoi 1, Cortina d’Ampezzo (Belluno) - IT

 
14 Marzo 2008
 
Il Comune di Cortina d’Ampezzo promuove il convegno denominato <<100 anni di Soprintendenza – storia e rapporti col territorio>> che vedrà la partecipazione del Direttore generale del Ministero dei Beni Culturali e dei principali rappresentanti delle soprintendenze del Veneto di Trento, Bolzano ed Innsbruck.
Il convegno, oltre a celebrare 100 anni di attività dell’Ente, sarà l’occasione per un dibattito sulla attuale situazione locale e nazionale, gli scenari futuri anche in rapporto ad altre diverse realtà extranazionali. I lavori si concluderanno con una tavola rotonda a cui parteciperanno tutti i relatori colloquiando con il pubblico. Il Convegno, introdotto e moderato dal Dott. Philippe Daverio prevede la partecipazione di:
 
Arch. Roberto Cecchi – Direttore generale Ministero per i beni e le attività culturali
Arch. Ugo Soragni – Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto
Dott.ssa Fausta Bressani – Direzione regionale beni culturali della Regione Veneto
Prof. Vincenzo Fontana – Ordinario di storia dell’architettura Cà Foscari di Venezia
Arch. Guglielmo Monti – Soprintendente per i beni architettonici. e paesaggistici per le province di Venezia, Padova, Belluno, Treviso e Soprintendente SBAPPSAE del Friuli Venezia Giulia
Arch. Renata Codello – Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e Laguna
Dott.ssa Cristina Perini – Direzione beni architettonici Soprintendenza di Trento
Dott.ssa Waltraud Kofler Engl – Direttore ufficio beni architettonici ed artistici Provincia autonoma di Bolzano
Arch. Adriano Oggiano – Direttore ufficio tutela del paesaggio Provincia autonoma di Bolzano
Dott. Walter Hauser – Bundesdenkmalamt Landeskonservatorat fur Tirol
 
____________________________________
 
PROGRAMMA
 
h 10.00
Saluti del Sindaco di Cortina d’Ampezzo – Dott. Andrea Franceschi
Introduzione dei lavori del convegno a cura del moderatore Dott. Philippe Daverio
 
PRIMA SESSIONE - relazioni
Storie e funzioni delle Soprintendenze – Prof. Vincenzo Fontana
Competenze sulla tutela dei beni culturali delle Regioni a Statuto Ordinario – Dott.ssa Fausta Bressani
Rapporti con gli Enti Pubblici periferici – Arch. Guglielmo Monti
La Soprintendenza di Venezia – Arch. Renata Codello
La Provincia a Statuto Speciale di Trento – Dott.ssa Cristina Perini
Tutela dei Beni Architettonici ed Artistici Provincia Autonoma di Bolzano – Dott.ssa Waltraud Kofler Engl
Tutela del paesaggio della Provincia Autonoma di Bolzano – Arch. Adriano Oggiano
Tutela paesaggistica e monumentale nella vicina Austria – Dott. Ing. Walter Hauser
Il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali – Arch. Ugo Soragni
Intervento a chiusura del Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali – Arch. Roberto Cecchi
 
h. 13.30
PAUSA RINFRESCO
 
h. 15.00
SECONDA SESSIONE - tavola rotonda
Colloquio con il pubblico in sala con la partecipazione di tutti i relatori e la presenza dell’Arch. Sabina Ferrari – Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Verona Vicenza e Rovigo
 
h. 16.30
Fine lavori con ringraziamenti per i partecipanti e saluti agli intervenuti
Gli atti del convegno saranno raccolti in una pubblicazione spedita ai partecipanti che ne avranno fatto richiesta, agli enti patrocinanti, ai relatori e alle ditte che hanno finanziato l’evento.
 
____________________________________ 
 
Convegno promosso da Comune di Cortina d’Ampezzo
Organizzazione a cura di LAUREMA SRL – Asolo (TV)
Con la collaborazione di format-c Gruppo di Ricerca
 
Con il patrocinio di:Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto, Provincia di Belluno, Comune di Cortina d’Ampezzo, FOAV – Federazione regionale degli Ordini degli Architetti del Veneto, Ordine degli Architetti Paesaggisti, Pianificatori, Conservatori della Provincia di Belluno
 
Con il contributo ed il sostegno di: s.a.c.a.i.m. spa, asolo costruzioni & restauri, de cian sas, setten genesio spa, cogetrev srl, lab.morseletto, edilbeton trento, frontemar, opra costruzioni, carron, thermal technology, edilrestauri srl, doppelmayr, adria infrastrutture, e.ma.pri.ce. srl, guerrato spa, torggler chimica spa, a.r. srl
 
 
maggiori informazioni sul convegno:
www.ricerca-format-c.it
M (+39) 348.0016601
  
R.S.V.P.
gradita conferma via e-mail o fax ai sottostanti recapiti
press@ricerca-format-c.it
F (+39) 049.9316743

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categoria:convegni, territorio, soprintendenza baa veneto orient
martedì, 04 marzo 2008
Convegno

La trasformazione dei paesaggi e il caso Veneto
Venezia, giovedì 6 e venerdì 7 marzo 2008

Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti,
Sede di Palazzo Cavalli Franchetti, Campo Santo Stefano
 
L’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti contribuisce al dibattito in corso  sul Paesaggio con il convegno ‘La trasformazione dei paesaggi e il caso veneto’.
L’incontro si svolgerà a Venezia il 6 e 7 marzo presso la sede di Palazzo Cavalli Franchetti.

Il tema sarà trattato con l’approccio multidisciplinare che caratterizza le attività dell’Istituto: saranno affrontati aspetti culturali, giuridici, urbanistici e sociali del problema, con particolare attenzione al Veneto.

Il programma prevede interventi degli scienziati Danilo Mainardi e Fernando Boero, dei geografi Francesco Vallerani, Giuseppe Dematteis e Yves Luginbuhl; dell’ingegnere idraulico Andrea Rinaldo, dell’urbanista Vezio De Lucia, dello storico del cinema Gian Piero Brunetta, di Domenico Luciani, direttore della Fondazione Benetton, Giovanni Lo Savio, presidente di Italia Nostra e del politologo Ilvo Diamanti.
A conclusione, si terrà una tavola rotonda nel corso della quale gli studiosi si confronteranno con amministratori e tecnici.
Il comitato scientifico è composto da: Domenico Luciani, Fondazione Benetton Studi Ricerche; Danilo Mainardi, Università Ca’ Foscari di Venezia; Gherardo Ortalli, Università Ca’ Foscari di Venezia; Andrea Rinaldo, Università degli studi di Padova; Francesco Vallerani, Università Ca’ Foscari di Venezia.

Ingresso libero
Aggiornamenti del programma: www.istitutoveneto.it

Informazioni
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Tel 0412407711
ivsla@istitutoveneto.it

Ufficio stampa IVSLA
Anna Zemella
0415208493
335 5426548
annazemella@annazeta.it
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categoria:paesaggio, convegni
domenica, 17 febbraio 2008
Radici palladiane del modello veneto.

A Bepi Contin, architetto padovano, ho chiesto una copia di questo testo, pubblicato sabato 16 da Il Mattino di Padova.

Se dovessimo indicare uno degli inventori del "modello veneto", comprendere da chi/come/da dove/perché origina la tecnopianura veneta - la "città infinita" -, allora dovremo necessariamente fare un nome: Andrea Palladio; di cui ricorre il cinquecentenario della nascita (riviera Tiso da Camposampiero).
"Palladio" fu la statua lignea di Atena che Zeus lanciò su Troia come segnale ai suoi di sferrarle il colpo di grazia; mito immaginario riesumato come rimando pratico/estetico che il conte Giangiorgio Trissino - mecenate, da Vicenza - volle mettere al posto del più comune "della Gondola", il vero cognome dell' Andrea nato il 30 novembre del 1508 in Padova ma non padovano ("vicentinus", invece. e ci teneva).  Architetto per "naturale inclinazione", partito dal niente (figlio di un imprenditore/mugnaio ma, di suo, dipendente/scalpellino), che operò nella seconda metà del Cinquecento in quel che fu la "Serenissima" inventando la "villa veneta": la casa/bottega "di qualità" nella patria del "casa mia fàsso quèo che voijo mi". Espressione ch'è fin d'allora è stata l'immagine/slide con cui si dà avvio al life-powerpoint dei veneti, in tutti i campi e in tutte le occasioni di vita: valore/guida in ciò che nel corso dei secoli abbiamo combinato per essere stati fin troppo bene educati (al lavoro).
Risultato a oggi. Il "secondo Veneto": uno stato di (quasi) benessere pagato con un bel po' di confusione in tutto quel che è pubblico/passato/ambiente quanto limpido progresso nel privato/moderno/tecnologico raggiungendo eccellenze in più settori. E dove e meglio: nella produzione? Sì. E come abbiamo fatto a sfangarla - vincere fame e Pellagra del "Primo Veneto" -: con la quantità che abbatte i prezzi ovvero con un prodotto che costi meno, più a buon mercato (come i cinesi)? No: ci siamo riusciti con prodotti di nicchia che costano di più. Per comprendere - come sia stato possibile - serve mettere a fuoco che abbiamo vinto con un alto tasso artistico (oltre a quello tecnologico) dei nostri prodotti. Aprilia vince titoli mondiali con moto che sono anche le più belle (e ben fatte) Benettòn con la maglieria low-cost più bella (e ben fatta) Gèox con la "scarpa che respira" (bella e ben fatta) Luxottica con gli occhiali più occhiali del momento (belli e ben fatti) e Carrera… (e ben fatti), e Diesel…(e ben fatti), e De' Longhi… Insomma ci siamo imposti per un mix di imprenditoria/tecnologia/qualità in un'idea di "opportunamente bello".
Dove origina tutto ciò, questa propensione alla "filosofica pratica dell'estetica" ? Da dove l'innata convinzione che l'estetica sia una componente importante del prodotto, e crederci tanto quanto gli altri credono nella quantità (americani), o nella meticolosità (svizzeri), nella solidità (tedeschi), nell'esclusività (inglesi), nella funzionalità (svedesi)? Origina dall'arte veneta. Anche da quella di Trissino e Palladio: cioè, e ancora, da un mix di imprenditoria/tecnologia/arte. Abbiamo vinto in tutti i settori?
No. Manca l'architettura e l'urbanistica; lì (tolti Marcello D'Olivo e Carlo Scarpa) solo piani urbanistici su piani sopportati come ineludibile passaggio burocratico sempre e comunque "di massima", paravento per confronto muscolare tra chi conta davvero e i quaqquaraquà, un intrigante gioco di specchi in un fare da bambini che ha prodotto risultati disastrosi: una "mucillagine" di forme e spazi.
Ce lo fa notare, impietosamente, Oliviero Toscani (fotografo/pubblicitario) che giorni fa ha sputato (oltre al veleno) nell'occhio dei veneti la questione: "(…) che dovrebbero venire a vedere i turisti nel Veneto: le casette da geometri? (…)". Sarà pure vero che le nostre casette "da geometri" sono l'immagine del ruspante "fàsso tùto mi", ma sono pur sempre delle case (e buttale via), e fra le più ben fatte d'Italia, e i nostri capannoni lo stesso, le nostre palazzine-uffici anche, e forse anche i nostri giardini, le nostre città. Tuttavia chi ci critica lo fa perché con tutto ciò siamo fermi al "dignitoso", ovvero manca lo scatto per poter convincere/ci di quanto sappiamo andare oltre quel che finora abbiamo realizzato (che pur non è poco) : oltre i capannoni (e buttali via) le residenze di padroni/padroncini/lavoratori (e buttale via) l'ordinato e pulito (e buttalo via).
Ma - touché - non siamo all'eccellenza. Ci teniamo da morire anche se svuotati di certezze nell'andare oltre, oltre il decoroso, oltre il tecnologico: non padroneggiamo più lo stato dell'arte nel processo di trasformazione/evoluzione del territorio. Non sappiamo più dar corso a un'operazione d'arte applicata, sul tipo di quella che il duo Trissino/Palladio fa su residenze e strutture produttivo/tecnologiche dell'oligarchia veneta operando il passaggio da "mestiere" ad arte.
Per reagire, iniziare - per aggiungere qualche slide al powerpoint sul Veneto -, si potrebbe prestare attenzione all'occasione offertaci dal cinquecentenario della nascita del padovano Andrea che da "della Gondola" diventò il "vicentinus" Palladio. Evento da interpretare come l'inizio di una fase nuova, andare oltre, porsi e centrare l'obiettivo di superare noi stessi, oltre il "dignitoso" per dare forma alla "città infinita": dar inizio al "Terzo Veneto".
Bepi Contin
postato da: JulianAdda alle ore febbraio 17, 2008 22:34 | Permalink | commenti
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